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A2A+LGH= aumenti tariffe, chiudere linea inceneritore di Brescia.

Come ricorderete, nei mesi scorsi abbiamo presentato un esposto all’Autorità garante per il mercato (AGCM) contro l’acquisizione di LGH da parte di A2A.

In linea con l’esposto M5S, l’AGCM ha aperto una procedura volta a stabilire se questa operazione di concentrazione potesse comportare una posizione dominante nel settore dei servizi pubblici locali. in particolare il garante ha esaminato il ramo della distribuzione del gas ed il settore dello smaltimento dei rifiuti indifferenziati.

In data 27-07-2016 si è chiusa l’istruttoria confermando i dubbi sollevati dal M5S:
A2a avrebbe talmente tanta capacità di trattamento che l’impresa risultante dall’Operazione sarebbe in grado di monopolizzare una parte consistente della domanda lombarda, avendo la possibilità di aumentare a piacimento i prezzi nonché di influenzare i bandi di gara a proprio vantaggio grazie a sconti più vantaggiosi per le società di raccolta da lei stessa controllate.

E’ stato pertanto necessario per AGCM prescrivere ad A2A S.p.A. e a Linea Group Holding S.p.A., misure volte ad impedire tali conseguenze, eliminando gli effetti distorsivi causati dalla realizzazione della concentrazione;
In particolare, sono state imposte ad A2A in primo luogo delle misure strutturali, che obbligano la società a cedere a soggetti terzi indipendenti l’impianto di Montanaso Lombardo (LO) e a mettere a disposizione di terzi, per cinque anni, una parte della propria capacità di trattamento dei rifiuti, in modo da compensare l’effetto derivante dall’acquisizione di LGH.

In pratica A2A può acquistare altri impianti in Lombardia solo cedendone una quantità idonea di quelli in suo possesso.

A2A nella futura regolazione tariffaria, sarà obbligata a rispettare principi di non discriminazione per l’accesso ai propri impianti nei casi di partecipazione a gare per l’aggiudicazione della gestione dei rifiuti urbani, applicando gli stessi prezzi sia a società del gruppo che a soggetti terzi. Inoltre opererà applicando prezzi vincolati ai servizi di trattamento per i rifiuti conferiti negli impianti di Parona e Cortelona.

Queste ultime condizioni sono una grande vittoria per tutti quei Comuni che affidano il servizio di igiene urbana mediante bando di gara in quanto la delibera tenta di ripristinare la concorrenza e toglie ad A2A una posizione dominate che le permetteva di accaparrarsi appalti potendo scontare prezzi di accesso agli impianti di trattamento che mettevano fuori mercato i suoi competitor dato che essa controlla per il 57,79% del mercato in Lombardia. Dopo la fusione con LGH, A2A avrebbe in mano il 67,97% del mercato.

Oltre all’esposto all’Antitrust il m5s ha presentato un esposto all’ANAC che dovrà verificare quanto da noi denunciato:
L’acquisizione di LGH da parte di A2A senza gara pubblica è illegittima, trattandosi quest’ultima, di una società totalmente controllata da enti pubblici.
Le indagini AGCM confermano che questa operazione ha il fine di evitare l’ingresso nel mercato di società concorrenti ad A2A. E’ pertanto necessaria una selezione aperta e trasparente al miglior offerente e non un accordo sottobanco tra “privati”.

Chiediamo che le procedure per la cessione di LGH ad A2A vengano sospese fino alla pronuncia dell’ANAC.
Ribadiamo che concludere l’accordo implichi causare un danno erariale e un danno economico a LGH (società pubblica) a favore di A2A, sua competitor privata nel mercato dei servizi pubblici, con conseguente responsabilità amministrativa in capo agli organi apicali e dirigenti che hanno posto in essere l’operazione.

Nelle motivazioni della delibera si rilevano ulteriori informazioni decisamente interessanti come la conferma che sarà A2A a possedere LGH senza che ci sia un organo in grado di contrastare le decisioni di A2A. Una vera e propria vendita nonostante continuino a pubblicizzarla come partnership.

A2A gestisce impianti con una capacità di 1.545.000 tonnellate anno di rifiuti urbani che con l’apporto degli impianti di LGH diventeranno 1.817.000 ton/anno pari a 65% della capacità totale (68% se l’inceneritore di ACCAM chiude).
Dall’analisi emerge come A2A possieda già ora una posizione di mercato significativa, che le consente di controllare circa il 58% del mercato. Tale posizione è peraltro non intaccabile per la porzione di mercato costituita dalla domanda di trattamento di rifiuti urbani indifferenziati derivanti da conferimenti che avvengono dalle società di raccolta controllate dalla stessa A2A.
Tale porzione risulta tanto più non contendibile quanto più si considera che tale quota proviene in larga misura da affidamenti diretti e che gode di maggiore stabilità grazie alla disciplina di cui godono le società quotate in materia di affidamenti di servizi pubblici locali.
l’Operazione possiede in più un effetto incrementale non trascurabile in quanto nel mercato lombardo del trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati, LGH pesa per il 10%.

Ciò costituisce il primo incontrovertibile elemento per affermare che l’Operazione determina il rafforzamento di una posizione dominante esistente in capo ad A2A.

Sul punto, peraltro, non può non rilevarsi come il rafforzamento della posizione dominante si perfeziona anche grazie al fatto che l’Operazione rende incontendibili dai terzi, anche gli affidamenti diretti posseduti dall’impresa acquisita, la quale, grazie all’acquisizione da parte di A2A, può beneficiare del regime favorevole che il Legislatore accorda agli affidamenti diretti posseduti dalle società quotate o da queste controllate.

Nella documentazione si rileva come A2A dichiari che il mercato lombardo dei rifiuti abbia una capacità in eccesso pari a 1.000.000 di tonnellate circa.
Un dato importante visto che proprio A2A è proprietaria del più grande inceneritore d’Europa, che a Brescia brucia 800.000 tonnellate l’anno.
Nonostante la tanto pubblicizzata svolta green A2A non ha colto l’opportunità di dare seguito a quanto il M5S e le associazioni di cittadini chiedono da tempo:

chiudere subito la terza linea dell’inceneritore di Brescia!

Brescia è gravata dalla più alta concentrazione di rifiuti per un solo impianto. La chiusura della terza linea dell’inceneritore abbatterebbe le emissioni e riporterebbe le dimensioni dell’impianto più a misura di città.
Questa semplice scelta green, gli avrebbe permesso di diminuire la propria influenza nel mercato.

Non solo; le dichiarazioni di A2A, non quelle messe in mostra sui giornali, ma quelle reali contenute nell’istruttoria AGCM, sono tutt’altro che ambientaliste.

Si legge infatti che <<il conferimento dei rifiuti urbani “tal quali” rende due volte tanto il conferimento di rifiuti pre-trattati. Pertanto, se, da un lato, incenerire rifiuti urbani pre-trattati significa essere più efficienti, dall’altro lato, tuttavia, ciò implica anche ottenere meno ricavi. Da qui si spiegherebbe la preferenza delle imprese ad utilizzare i rifiuti urbani “tal quali” per saturare i propri impianti di incenerimento in luogo di quelli decadenti dal trattamento dei rifiuti urbani e di quelli speciali.>>

A2A è una società che oggi ricopre posizioni dominanti in quasi tutti i settori, dalla distribuzione dell’energia allo smaltimento dei rifiuti, dalla gestione idrica ai servizi di illuminazione pubblica. Se A2A fosse una società in-house, non quotata in borsa e totalmente partecipata e controllata dagli enti locali, saremmo i primi a appoggiare e sostenere questa azienda perché il suo unico fine sarebbe, per Statuto, il soddisfacimento dei bisogni dei cittadini che attraverso i consigli comunali eletti ne determinano le scelte strategiche.

Purtroppo A2A non è un società in-house, è quotata in borsa, ha soci privati e deve sottostare solo ed esclusivamente ai principi delle società private che impongono alle s.p.a. di garantire gli utili ai propri azionisti.
Dei bisogni dei cittadini ad A2A non gliene può fregare di meno.
Non gliene facciamo una colpa, è la sua natura.
E’ Questa la realtà e sarebbe ora che tutti comincino a prenderne atto.

 

P.S.: Per quanto riguarda la distribuzione del gas A2A ha già una posizione dominante anche in questo settore, talmente dominante che già ora, per il bado di gara per ATEM3, A2A non ha competitor di fatto pertanto anche l’acquisizione di LGH del tutto influente. Ciò non elimina il fatto che A2A, anche nell’ambito gas, svolge un ruolo anomalo di padrone.

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