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Commercio, Turismo, Imprese. Le nostre priorità

l’altra sera sono stato ospite di Confesercenti della Lombardia Orientale dove ho avuto modo di raccontare alcune delle priorità del M5S in materia di piccole e medie imprese, commercio e turismo.

#Semplificazione, riduzione adempimenti fiscali, certezza normativa e un fisco che sia meno aggressivo nei confronti di chi dichiara ma che si trova nelle condizioni di non riuscire a far fronte agli impegni fiscali, ma
al tempo stesso che sia implacabile nei confronti degli evasori totali e di chi sistematicamente adotta tecniche per eludere il fisco, a cominciare dai grandi gruppi internazionali.

#Moratoria contro la realizzazione di nuove strutture commerciali della Grande Distribuzione. Per fermare lo svuotamento dei centri abitati, l’abbandono dei piccoli negozi di vicinato e la chiusura di centinaia di attività commerciali urge una misura drastica e di discontinuità con il passato: fermare tutte le procedure autorizzative di nuovi centri commerciali e l’ampliamento degli esistenti.

#Valorizzazione del territorio facendo rete tra tutte le realtà esistenti sia sul lato dell’offerta culturale sia sul lato dell’offerta ricettiva contrastando tutte quelle attività “non in chiaro” che fanno concorrenza sleale nei confronti di migliaia di onesti imprenditori. In questo senso si inserisce la nostra proposta di regolamentazione degli #AffittiBrevi finalizzata a far emergere base imponibile obbligando chi affittava “in nero” a dichiarare le proprie attività anche con una agevolazione fiscale e burocratica.

#Razionalizzazione delle risorse finanziarie messe a disposizione dalla Regione Lombardia nei confronti dei gestori di strutture museali anche superando il meccanismo del “cofinanziamento”, adottando meccanismi di valutazione qualitativa dell’offerta culturale o vincolando i fondi all’obbligo di apertura al pubblico della struttura privata per un numero maggiore di giorni all’anno.

Esclusione dal calcolo della #TARI delle aree museali che concretamente non comportano alcuna produzione di rifiuti.

Migliorare la #Produttività delle micro, piccole e medie imprese italiane per guadagnare in #Competitività e coprire il vero gap che segna il divario tra il nostro sistema produttivo e quello dei nostri competitor europei, Germania in testa. Promuovere un nuovo e rinnovato ruolo dell’#associazionismo, potenziare la #formazione#sburocratizzare e semplificare ma senza una #Pianificazione della produttività, tutte queste azioni potrebbero rivelarsi inutili. Serve una cabina di regia centrale finalizzata al miglioramento della produttività del sistema lombardo.

In ambito europeo intervenire al fine di rivedere e correggere Direttive miopi e devastanti come la #Bolkestein che apre un settore delicato come quello del commercio ambulante ad una serie di operatori che spesso nulla hanno a che fare con le piccole realtà presenti sul territorio. Vanno tutelate le piccole imprese, spesso costituite da imprese familiari, di fronte ai grossi gruppi organizzati in grado di fare piazza pulita dei posteggi che la direttiva vuole illogicamente dare in pasto al mercato.

#AccessoAlCredito. Le regole europee hanno inasprito sempre di più la possibilità di accesso al credito da parte delle piccole imprese italiane, storicamente sempre bisognose di liquidità bancaria anche solo per far fronte alle spese correnti. #Basilea#BCE e Commissione europea hanno ancora una volta trattato l’intera europea come se fosse tutta uguale dimenticando che il tessuto produttivo italiano è radicalmente differente da quello tedesco e francese. Aver vincolato la stabilità delle Banche al merito creditizio dei suoi clienti ha avviato un circolo vizioso che ha progressivamente chiuso i rubinetti del credito. Accanto a questo il sistema bancario italiano è caratterizzato da uno stock di crediti non performanti (#npl) che ne minano pericolosamente la stabilità. Di fronte a questo scenario proponiamo:
1) Banca pubblica per gli investimenti sul modello della #BPI francese o della #KFW tedesca per riaprire i rubinetti del credito verso tutte quelle imprese che oggi ne sono tagliate fuori a causa dei vincoli di Basilea.
2) Soluzione straordinaria per lo stock di crediti deteriorati attraverso una #EsdebitazioneBancaria attraverso una via privilegiata per il debitore che intende riscattare il proprio debito bancario al prezzo iscritto a bilancio dell’istituto bancario.
3) Separazione banche commerciali e banche di investimento sul modello de #GlassStegalAct americano.
4) Riconoscimento del ruolo #Confidi quali primo presidio di sostegno al credito per le piccole e medie imprese.

Piano di intervento a sostegno dell’#edilizia con particolare attenzione all’edilizia commerciale:
1) #RigenerazioneUrbana, recupero di aree degradate e delle periferie attraverso il recupero degli immobili commerciali
2) #CedolareSecca per immobili commerciali limitatamente alle zone a rischio di abbandono.
3) potenziamento di #SismaBonus ed #Ecobonus parametrando il limite massimo di spesa (es: 96.000 euro) non al singolo immobile, ma ad un numero equivalente di vani o di metri quadri.
4) piena cedibilità delle detrazioni fiscali per ristrutturazioni ad istituti di credito.

Eliminazione dell’obbligatorietà del #POS.

Revisione del #RegimeDeiMinimi:
1) aumento di 10.000 euro delle soglie di fatturato di ciascuna categoria ATECO per l’accesso al regime e il mantenimento dello stesso (es: Commercio Ambulante 47.82 e 47.89 da 30.000 a 40.000 euro)
2) sostituzione dei coefficienti di redditività prevedendo la deducibilità analitica di spese, oneri e componenti negativi del reddito, secondo il principio per cassa
3) riduzione al 20% dell’aliquota previdenziale sul reddito calcolato (non presuntivo) come punto precedente senza l’applicazione di alcun minimale contributivo.
4) accessibilità al regime e relativa permanenza anche se il contribuente gode di redditi di lavoro dipendente o di pensione purché non eccedano i 60.000 euro lordi annui.

Revisione e potenziamento del #RegimeDiCassa al fine di impedire la fuoriuscita dalla #ContabilitàSemplificata delle società di persone che intendono aderire al nuovo regime.

Superamento della legge #Fornero al fine di garantire l’adeguato ricambio generazionale e un’età pensionabile dignitosa (#quota41). L’inasprimento del meccanismo dell’aspettativa di vita ha portato migliaia di giovani nella categoria degli #inattivi ovvero di coloro che non cercano più lavoro in quanto sfiduciati di fronte ad mercato sempre più chiuso ed occupato da persone che la Fornero ha costretto a mantenere al loro posto. #StaffettaGenerazionale, #Formazione, #CulturaDelLavoro, #Fiducia e un #RedditoDiCittadinanza sono le ricette per #CreareLavoro.

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