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LA MAFIA A BRESCIA

Alla luce di quanto è emerso dalle parole del procuratore di Brescia Sandro Raimondi in riferimento al traffico di influenze che ha coinvolto A2A, non possono che nascere sospetti sul modus operandi della società.
Dopo i dubbi sollevati sulla operazione di acquisizione di LGH, per la quale si è già espressa negativamente sia ANAC che l’Antitrust, spiccano gli intrecci tra la società quotata in borsa e gli enti pubblici locali, a partire dalla provincia.

In primo piano la figura del presidente della provincia Pierluigi Mottinelli già presidente della società Camuna Energia, partecipata da A2A in quota maggioritaria, recentemente nominato codirettore di GeSi srl, società privata per l’efficientamento energetico degli edifici, partecipata da A2A e Aler, per la cui nomina si è espressa negativamente anche l’Agenzia regionale anti corruzione, a causa di un evidente conflitto di interessi.

Il ruolo di presidente della provincia e gli incarichi strettamente legati ad A2A si intrecciano con le importanti decisioni da prendere a livello provinciale a partire dalla volontà della provincia di privatizzare il servizio idrico locale. Chiediamo che vengano annullate tutte le decisioni prese in tal senso. L’acqua deve rimanere pubblica.

Nelle dichiarazioni del procuratore Raimondi si legge esplicitamente come le società Linea Ambiente e A2A Ambiente siano ritenute responsabili per la commissione del reato di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, consumato dai vertici apicali. Come sostenuto dal procuratore, auspichiamo che per le società colpevoli di questi reati venga imposta l’interdizione dall’esercizio dell’attività e dalla possibilità di contrattare con la pubblica amministrazione in base ai contenuti del decreto legislativo n. 231 del 2001.

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