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Macron-Merkel ecco il duo che affosserà l’Unione Europea

Ecco perché questi due non solo non concluderanno un bel niente, ma saranno ricordati come i principali fautori della fine di questa Unione Europea.

Dopo la vittoria, il neo presidente francese ha incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel e, leggendo i commenti sulla carta stampata, è subito intesa!

Leggiamo (fonte: goo.gl/mlr4Mj): “Francia e Germania lavoreranno assieme a una roadmap per approfondire l’integrazione europea e rafforzare l’eurozona” … ok, del resto sono due europeisti convinti quindi ci sta … “dando per la prima volta anche una disponibilità a riformare i Trattati europei, se ce ne sarà bisogno.”

Ok, ora mi sto preoccupando: dove è la fregatura? Eccola: “«Ma prima dovremo decidere cosa vogliamo fare», ha detto con caratteristica cautela.” la Cancelliera. Tradotto: non si farà proprio niente!

Stando alle dichiarazioni della Signora Merkel, le uniche cose giuste dette da Macron durante il loro incontro sarebbero queste: la “reciprocità nelle relazioni commerciali con i Paesi extraeuropei con l’idea di ”Comprare europeo” nei contratti pubblici”, la “difesa degli interessi strategici in presenza di investimenti stranieri” e l'”armonizzazione delle imposte sulle imprese”.
In altre parole i due hanno riaperto all’idea di un “TTIP” ma al contrario, giusto perché serve una spinta allo scricchiolante surplus tedesco (Nel primo trimestre del 2017 la bilancia commerciale non destagionalizzata ha mostrato un surplus di 60,3 miliardi di euro, rispetto ai 58,8 miliardi dell’esercizio precedente.);
e all’idea di un Ministro Unico delle Finanze e un Fisco unico per tutti gli stati membri.

Su questo secondo punto vorrei porre un attimo di attenzione.
Premesso che il M5S ha sempre condannato le politiche fiscali aggressive degli altri paesi membri (vedi Irlanda, Malta, Lussemburgo), è anche vero che oggi, in con questa anomala accozzaglia di Stati chiamata UE, gli unici strumenti in mano agli Stati sovrani per incidere sulla propria economia sono: le tasse e le politiche del lavoro. Tutto il resto è materia esclusiva delle illogiche regole di UE e BCE: politica monetaria, credito e debito.

Quindi, se da domani anche la politica fiscale dovesse cambiare domicilio, passando da Roma a Bruxelles (o meglio Francoforte), allora diteci quali contromisure avrà il nostro paese contro la drammatica situazione economica, contro la povertà, contro la scarsa produttività delle imprese, contro le disuguaglianze, contro i danni causati da Renzi e dai suoi scagnozzi? La risposta è semplice: solo ed esclusivamente le politiche del lavoro, esattamente quello che un’UE troppo germanocentrica sta imponendo a tutta Europa da almeno un decennio, con una parola: #Austerità ovvero ridurre stipendi e tutele del lavoro per diminuire i costi e diventare più competitivi. E’ questo il futuro che ci attende?
Tra l’altro, questa teoria, ovvero il collegamento tra #flessibilità e #produttività, è stata ampiamente smontata nel corso degli anni da numerosi esperti: per approfondimenti qua goo.gl/Nh6rdr.

Quindi a fronte di una ulteriore cessione di sovranità, ci aspetteremmo che qualcosa venga concesso ai bistrattati Stati del sul d’Europa, non credete? A quanto pare no!

“Macron ha riproposto l’idea di un bilancio comune per finanziare gli investimenti” quindi altri soldi drenati dal bilancio statale a favore delle casse europee e “smentito di condividere il debito pubblico passato con gli eurobond”. In sostanza: niente solidarietà tra Stati membri!

Un presidente che per festeggiare la vittoria elettorale balla l’inno europeo invece di quello della sua nazione, per di più in un paese che sta subendo anch’esso gli effetti devastanti dell’austerità e dove 11 milioni di voti sono andati ad un partito nazionalista e altrettanti non sono andati a nessuno dei due, dimostra tutta la sua lontananza dal mondo reale e dai problemi veri dei suoi cittadini. Con queste dichiarazioni, a nemmeno 10 giorni dall’elezione, dimostra di non aver nemmeno soluzioni per questa Europa. Siamo alla frutta.

Per tutti questi motivi, sono convinto che questo signore e il futuro Cancelliere tedesco (Merkel o Schulz non cambia) porteranno a un passo dal baratro l’Unione Europea così come la conosciamo oggi. Non ce ne rallegriamo, anzi tutt’altro, perché tutto questo avrà dei risvolti pesantissimi sopratutto per quei paesi come il nostro che non sono pronti a questo shock.

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