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Proposta di legge: Disposizioni economico-finanziarie per un’edilizia sostenibile

Quello dell’edilizia è stato per anni un settore fondamentale per il nostro Paese, il motore della nostra economia. Qualcuno però si è forse illuso che fosse possibile costruire nuovi edifici all’infinito e gli investimenti sono andati in questa direzione per anni, anche dopo che è risultato evidente che questa speculazione non sarebbe più stata sostenibile, per l’eccessivo consumo del territorio e non solo.
Attualmente il settore ha subìto una grave crisi, evidenziata ancora di più dalla presenza di immobili invenduti e sfitti, in contesti urbanistici spesso degradati, con impatti ambientali rilevanti e dissesti idrogeologici.
Parlare di edilizia non significa più solo speculazione e impatto ambientale, ma riqualificazione e recupero ambientale, risparmio energetico e riduzione dei consumi energetici, per una migliore qualità della vita.

Per questo è importante sostenere il settore, i cittadini e le imprese, indirizzando e agevolando gli investimenti verso la sostenibilità, la qualità, il risparmio, l’efficienza energetica e ambientale.
L’impatto economico della crisi sul settore delle costruzioni è stato drammatico. Secondo i dati dell’Associazione nazionale costruttori edili (ANCE) dal quarto trimestre 2008 al primo trimestre 2017 il settore ha perso circa 600.000 posti di lavoro e, considerando l’indotto, si arriva a circa 900.000 lavoratori disoccupati. Il numero di imprese fallite tra il 2008 e il 2015 è di 120.000, ossia più del 19 per cento rispetto al periodo antecedente la crisi.
Sul mercato immobiliare l’impatto è stato altrettanto forte: il numero delle compravendite è disceso circa alla metà rispetto agli anni antecedenti la crisi.

Sono necessarie altre misure di stimolo e incentivo al settore edilizio, vero traino dell’economia, senza però dimenticare gli aspetti di sostenibilità ambientale e di tutela del territorio oggi imprescindibili.

La presente proposta di legge si compone di venti articoli che intervengono con misure fiscali volte al rilancio del settore edilizio.

Questi gli interventi principali:

Partiamo distinguendo tra edificio efficiente ed edificio performante.
L’immobile performante ha una prestazione energetica del 50 per cento migliore rispetto al limite di legge per gli edifici efficienti. Questa distinzione è necessaria perché gli interventi fiscali previsti in questa proposta di legge vengono destinati prevalentemente a quell’edilizia di altissima qualità sotto il profilo energetico. Per ottenere agevolazioni e incentivi non ci accontentiamo più di rispettare il minimo di legge, ma pretendiamo prestazioni superiori almeno del 50% superiori al minimo di legge.

Sulla base di questo approccio, si potrà, un domani, includere nella definizione di edificio performante altre caratteristiche come ad esempio, la classe sismica, la qualità dei materiali o l’impatto idrogeologico del fabbricato.

Venendo alle misure economiche previste dal disegno di legge:

– Riduzione delle imposte locali per gli edifici performanti: -20% IMU e TASI

– incentivi e aiuti per acquisto e vendita di edifici performanti:

  1. esenzione ‘IMU e TASI per tre anni per gli immobili performanti appartenenti a imprese e destinati alla vendita;
  2. All’acquirente di tali immobili (persona fisica non esercente attività commerciale) è riconosciuta la deduzione dal reddito complessivo del 50 per cento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) relativa al prezzo di acquisto dell’immobile, risultante dall’atto di compravendita, nel limite massimo complessivo di spesa di 300.000 euro, e del 36 per cento degli interessi passivi dipendenti da mutui contratti per l’acquisto degli immobili medesimi.
  3. esenzione IMU e TASI per tre anni per gli acquirenti degli immobili

per gli immobili che hanno subìto interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia, le agevolazioni sono riconosciute se l’immobile posto in vendita rispetta i limiti di prestazione energetica in vigore per quella tipologia di immobile, ovvero è sufficiente che l’edificio sia efficiente e non performante. Questa scelta è dovuta perché la ristrutturazione deve essere sempre più agevolata rispetto alla realizzazione del nuovo o per quegli immobili demoliti e ricostruiti.
L’articolo innova la disciplina prevista dal comma 56 dell’articolo 1 della legge n. 208 del 2015 (legge di stabilità 2016) che interveniva sulla stessa materia (detrazione dell’IVA del 50 per cento in dieci anni per l’acquisto di immobili di classe A o B). Norma non è stata prorogata nella legge di bilancio 2018.
Incentivi per la permuta degli immobili inefficienti con immobili performante:
Per migliorare le prestazioni degli immobili esistenti spesso si rendere necessario un intervento altamente invasivo sull’edificio che diventa impraticabile se l’immobile è abitato. Per evitare che questi immobili vengano tagliati fuori dagli interventi rigenerativi, si deve agevolare strumenti che consentano agli inquilini di questi edifici di trovare una nuova casa consentendo alle imprese di effettuare tutti quegli interventi altamente invasivi.

  1. detrazione del 50 per cento dell’IVA pagata per l’acquisto di immobili a favore dell’acquirente del nuovo immobile
  2. un’esenzione dall’IMU e dalla TASI per tre anni per l’impresa che acquisisce il vecchio immobile allo scopo di riqualificarlo.
  3. riduzione del 50 per cento delle imposte relative all’atto di compravendita (imposte di registro, ipotecaria e catastale).

Le stesse agevolazioni sono previste per la permuta di edifici privi di requisiti antisismici, situati nelle zone sismiche 1 e 2, con edifici nuovi dotati di requisiti antisismici.

– Sostegno agli affitti per motivi di lavoro attraverso l’aumentare della detrazione ai fini dell’IRPEF del costo della locazione. La normativa esiste già (attualmente si applica per redditi inferiori a 15.000 euro) ed è necessario estenderla anche per redditi superiori, lasciando però i vincoli attuali. La detrazione non sarà in misura fissa, ma sarà di un dodicesimo del canone annuo di locazione

– Contrasto all’emergenza abitativa attraverso l’assegnazione di alloggi sfitti, di proprietà di pubbliche amministrazioni, per sei mesi a soggetti colpiti da sfratto, sul modello già adottato da Paesi dell’Europa settentrionale.

– Contrasto al consumo di suolo e alle speculazioni edilizie attraverso l’assoggettamento alle imposte locali (IMU, TASI e TARI) degli immobili non ultimati entro tre anni dall’inizio dei lavori (i cosiddetti «scheletri»), attribuendo ad essi una rendita. La norma determina nuove entrate.

– istituzione di un Fondo per l’ecoprestito, con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2010. Il Fondo provvede a erogare anticipazioni di durata decennale, senza pagamento di interessi a carico del beneficiario, fino a un importo massimo di 30.000 euro, per interventi di riqualificazione energetica. L’accesso al Fondo esclude la possibilità di accedere ad altre forme agevolative per gli stessi interventi.

– Rimodulazione delle detrazioni fiscali esistenti per chi possiede edifici da riqualificare.

  1. a)  dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2020 per gli interventi di ristrutturazione, compresi gli immobili ricostruiti senza incremento volumetrico e ove non sia rispettata la medesima sagoma dell’immobile preesistente, sarà possibile usufruire della seguente detrazione fiscale:
  2.          a) fino a 90.000 euro, 50 per cento;
  3.          b) oltre 90.000 euro e fino a 120.000 euro, 36 per cento;
  4.          c) oltre 120.000 euro e fino a 180.000 euro, 25 per cento.

         Viene mantenuta la detrazione fiscale pari al 36 per cento fino a 48.000 euro per interventi minori.

  1. b) detrazione pari al 65 per cento, fino a 90.000 euro, per l’adozione di misure antisismiche e per la bonifica dell’amianto.
  2. c) detrazione per mobili ed elettrodomestici di qualità, non collegata a interventi edilizi, pari al 50 per cento fino a 10.000 euro. Il comma 4 proroga le detrazioni per interventi di efficienza energetica fino al 31 dicembre 2020.

L’articolo 13 prevede l’eliminazione dell’obbligo della ritenuta d’acconto sui bonifici ai fini delle detrazioni fiscali per ristrutturazioni e riqualificazione energetica. Con l’introduzione della fatturazione elettronica, infatti, tale obbligo diventa del tutto inutile.

– Applicazione dell’IVA al 5 per cento per interventi di ristrutturazione e manutenzione realizzati su fabbricati identificati come abitazione principale (dove si ha la residenza).

– Reintroduzione fino al 30 giugno 2018 dell’agevolazione prevista per l’acquisto di beni o diritti reali su immobili da parte di imprese nel corso di procedure esecutive immobiliari, con l’ulteriore condizione che gli immobili siano efficienti dal punto di vista energetico e sismico.

– tassazione alle piattaforme petrolifere anche ai fini delle imposte locali, uniformandosi all’orientamento espresso dalla Corte di cassazione ed estendendo i princìpi espressi in tema di IMU anche agli altri tributi locali (TASI e tassa sui rifiuti), trovando anch’essi il presupposto impositivo nel possesso dell’immobile.

– Estensione  anche ai soggetti capienti della cessione del credito d’imposta; tra i possibili destinatari di questo credito sono compresi anche gli istituti di credito.

– Estensione alle zone a rischio sismico 2 la detrazione dell’IRPEF del 75 o dell’85 per cento del prezzo di vendita (fino a un massimo di 96.000 euro) per l’acquisto di case antisismiche, situate nei comuni di una zona a rischio sismico elevato, cedute dalle imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e derivanti da interventi di demolizione e ricostruzione, anche con variazione volumetrica. È inoltre estesa la possibilità di cessione delle detrazioni fiscali anche agli istituti di credito.

– Aumento della detrazione in caso di interventi antisismici sugli immobili produttivi di elevata metratura, come ad esempio gli alberghi, introducendo il concetto di unità immobiliare equivalente. La detrazione fino a 96.000 euro spetta per ogni unità immobiliare equivalente, individuata con le modalità stabilite dallo stesso articolo.

qui il testo completo della proposta di legge
http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=lavori&tipoDoc=testo_pdl_pdf&idlegislatura=17&codice=17PDL0061110

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