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Total Return Swap: il nuovo prodotto finanziario delle solite banche

A 10 anni dallo scoppio più grande crisi finanziaria di sempre, pare che nessuno, o quasi, abbia imparato la lezione.

Allora fecero strage il trio mutui ipotecari, CDO e CDS un trittico che fece saltare Banche, Fondi e la vita di milioni di cittadini in tutto il mondo.
Oggi la nuova speculazione vede protagonisti le banche europee in difficoltà, soprattutto italiane, le obbligazioni “tossiche” AT1 emesse da queste banche e i TRS.

Total Return Swap o TRS è il nuovo prodotto finanziario ultra complesso ideato dalle solite Banche speculatrici, in testa a tutte GoldmanSachs e JPMorgan, le stesse che dieci anni prima non riuscirono a vedere la fregatura costruita ad arte sui mutui ipotecari americani.

Il TRS non è altro che un derivato, scambiato fuori dal mercato regolamentato, avente come sottostante una obbligazione bancaria del tipo AT1 (Additional Tier 1) ossia titoli di debito estremamente rischiosi per chi li acquista, infatti sono i primi a saltare se la banca presenta rischi di default (questi si scambiati sui mercati regolamentati, condizione necessaria agli speculatori per far scattare il trabocchetto).

Il trucchetto consiste nel costruire sopra questi titoli altamente rischiosi e soggetti alla volatilità dei mercati, dei prodotti derivati complessi che scommettono sul default delle banche emettitrici, guarda caso quasi tutte italiane e spagnole.

Il TRS infatti non è altro che una copertura contro una possibile perdita connessa alla svalutazione del titolo sottostante. In altre parole, chi compra il derivato è “protetto” contro un possibile default dell’obbligazione AT1 sottostante.

In ottica speculativa il compratore o buyer ha tutto il vantaggio nel vedere le AT1 deprezzarsi perché sarà, a sua discrezione, risarcito dal venditore o seller al prezzo nominale del titolo sottostante. La copertura è pressoché totale per il buyer in caso di default del titolo e quindi della banchetta!

Questo è il presupposto ideale per la creazione di denaro facile alle spalle di centinaia di migliaia di risparmiatori grazie allo “short selling”. Comprando e vendendo allo scoperto titoli presi in prestito, contribuisco in un primo momento ad innalzare il titolo per poi vendere di colpo ingenti quantità generando il panico in borsa con la conseguente vendita di massa del titolo da parte di tutti gli altri investitori e quindi con il conseguente crollo del prezzo del titolo. Grazie allo “short” si sono create le condizioni ideali per incassare il TRS da parte del buyer.

Per evitare tutto ciò basterebbe che la Consob vigili sulle operazioni di vendita allo scoperto e blocchi sul nascere ogni tentativo speculativo. USA, Germania e UK lo fanno, noi no!

Vorremmo sapere se Vegas, presidente Consob, è al corrente di tutto questo e quali misure intende adottare per evitare l’ennesimo attacco speculativo a danni del Paese.

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