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UBI e Consip, protetti i delinquenti

Gli scandali #UBI e #CONSIP hanno qualcosa in comune: i testimoni che hanno denunciato un malaffare stanno pagando personalmente mentre i delinquenti vengono protetti da un sistema che tanto somiglia a quello mafioso: il resto della famiglia fa da scudo e protegge i suoi sodali isolando il vile traditore.

UBI. Per aver fatto semplicemente il suo lavoro e quindi essersi messo contro i sui capi, un dirigente di UBI Banca ha perso il suo posto di lavoro: voleva denunciare all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) alcune operazioni sospette effettuate sui conti correnti di alcuni clienti del gruppo bancario UBI Banca.
Nel 2014 Roberto Peroni andò così dai carabinieri proprio per denunciare le attività di riciclaggio che non poté denunciare direttamente all’ente preposto per il veto posto dei vertici della Banca: “La Ubi Banca International in Lussemburgo è in pratica la banca utilizzata dagli amici degli amici per fare le peggio schifezze” … “Mesi fa ho avuto evidenza che il fratello di Corrado Faissola avesse fatto arrivare dalla Svizzera 350 mila euro in tranche da 50 mila. Ho detto: questa è importazione di capitali, dobbiamo segnalarla all’Uif. No, non puoi segnalarla”, gli avrebbero risposto i capi.
Le indagini interne della banca, fatte partire dopo la denuncia di Peroni, non rivelarono nulla di irregolare (il ladro si auto-assolve) così il whistleblower dal 22 maggio è a casa, licenziato in tronco, mentre tutti gli altri indagati sono al loro posto.

CONSIP. Il super-testimone del processo Consip, Luigi Marroni (Amministratore Delegato Consip) dopo essere stato ascoltato nei giorni scorsi anche dalla Procura di Roma (già sentito sei mesi fa dalla Procura di Napoli), ribadisce le sue accuse: al ministro renziano Lotti e ai generali renziani Del Sette e Saltalamacchia di aver spifferato notizie segrete sull’indagine e le intercettazioni di Napoli e a Babbo Renzi e al suo faccendiere Carlo Russo di averlo ricattato per pilotare appalti verso imprenditori amici (Romeo) e amici degli amici (Verdini&Co).
Marroni continua a non essere indagato quindi ad essere sentito esclusivamente come testimone e il Governo invece di accompagnare alla porta i vari Lotti, Del Sette e Saltalamacchia (Babbo Tiziano e Russo ce li possiamo solo mandare…) ha preferito far fuori il wistleblower presentando le dimissioni dei 2 consiglieri del Tesoro nel cda di Consip, facendo così decadere l’incarico dell’Amministratore Delegato Luigi Marroni.

Il messaggio è chiaro: il “sistema” sta isolando i due pianta grane, protegge i diretti interessati (i delinquenti) e avvisa tutti gli altri che quei due vanno evitati come la peste.

Mettere persone oneste in Parlamento non è sufficiente, serve una rivoluzione di onestà ad ogni livello, in ogni ufficio, in ogni fabbrica, in ogni scuola, in ogni municipio, in ogni banca…

Dateci una mano perché da soli non possiamo farcela.

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