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🔴 CORONAVIRUS – L’EUROGRUPPO È IL FALLIMENTO DELL’EUROPA


Ieri si è concluso l’Eurogruppo, il fallimento dell’Europa.

➡️ Niente Corona-Bond, ma strumenti antichi basati sul debito sovrano e MES nella versione light.
➡️ Nessuna proposta seria da parte dei 19 ministri delle finanze per contrastare la più grande crisi europea del dopoguerra. Altro che “bazooka” qua si spara a salve e con una scacciacani.

‼️ COVID o CORONA BOND, COSA DOVREBBERO ESSERE?
Gli EUROBOND sono Titoli cosiddetti “matusalemme”, cioè a lungo o lunghissimo termine 30-50 anni, emessi dalla Comunità Europea e garantiti in tutto o in parte dai paesi membri in modalità solidale, con la quota rimanente in carico direttamente nel bilancio europeo.

Solitamente un Paese per finanziarsi emette dei titoli, appunto titoli di stato, che altro non sono che obbligazioni con un certo rendimento o tasso di emissione ed una scadenza. Rendimento e scadenza sono i due parametri che ci interessano senza entrare troppo nei tecnicismi.

Il tasso di emissione, banalmente, è funzione della rischiosità del titolo o meglio dell’affidabilità dell’emittente, il cosiddetto Rating.
Parlando di titoli sovrani, il tasso d’emissione è funzione del rischio di un Paese di andare in contro a fallimento o default. Per questo motivo la Germania (alto rating) emette titoli di stato a tasso negativo mentre l’Italia (basso rating) emette titoli con 1, 2, 3 o 4 punti percentuali in più, il famoso Spread.

Il tasso di emissione dei C-Bond potrà essere di poco superiore ai tassi tedeschi, che ricordiamolo sono negativi fino a 20 anni, in quanto i paesi più solidi potrebbero essere chiamati a rispondere per l’intera garanzia posta anche da altri paesi nella remota possibilità di un loro default. Quindi il “rischio sovrano” si attenua perché è spalmato su tutti.

Tramite tale strumento finanziario si possono risolvere vari problemi:

➡️ACQUISTO DIRETTO o ACQUISTO INDIRETTO da parte BCE, in ragione del loro basso tasso di interesse (“basso spread”) e del loro rating elevato (“rating europeo”), poco cambia nelle ipotesi di acquisto diretto BCE oppure acquisto indiretto tramite mercato secondario.
Nel primo caso la Banca Centrale Europea si comporterebbe come una vera banca centrale fungendo da compratore di ultima istanza acquistando i titoli a prescindere dal mercato.
Ma siccome i titoli sono emessi da un soggetto con elevato rating e il tasso è basso, ovvero non vi è il rischio di non riuscire a piazzare sul mercato primario tali titoli, BCE potrebbe continuare a fare quello che ha sempre fatto, ovvero limitarsi all’acquisto di titoli sovrani, e quindi anche i C-Bond, da investitori istituzionali (es: le banche) chiamato appunto acquisto indiretto sul mercato secondario.

➡️ CAPITAL KEY: la BCE, per le proprie politiche monetarie espansive, oltre a dover acquistare titoli di Stato solo sul mercato secondario, deve anche acquistare in una percentuale ponderata tra i vari stati membri in base alle loro quote in BCE (aumentate della quota degli stati membri che hanno una moneta diversa dall’euro).

Per quanto riguarda il nostro paese il Capital Key è di circa il 19%. Ciò si traduce nella possibilità della BCE di acquistare nostri titoli di Stato per 190 miliardi ogni 1000 miliardi di acquisti tramite Quantitative Easing.

I Covid Bond risolvono autonomamente il problema, in quanto sono già emessi e destinati pro quota per i vari paesi, quindi la BCE può in teoria acquistarli per intero senza violare il Capital Key.

➡️Il mercato non vedrà tali titoli come debito dello Stato, in quanto saranno conservati per 30 anni nel bilancio BCE ed in seguito potranno essere rinnovati o monetizzati (ovvero bruciati) dalla stessa BCE, se le aspettative di inflazione rimanessero ai livelli attuali.

Se rinnovati significa che si procrastina di altri 30 anni il momento nel quale il compratore potrà esigere il capitale investito ma, essendo il compratore una banca centrale con potere di creazione di denaro, non procederà a riscuotere il capitale ma semplicemente completerà quello che aveva iniziato 30 anni prima: rendere effettiva la creazione di moneta. La creazione di massa monetaria diviene definitiva.

La conseguenza diretta per il nostro paese è quella di mantenere l’attuale nostro debito seppur alto, ma comunque sostenibile e quindi acquisire la possibilità di emettere titoli di Stato con un minor spread rispetto agli altri Stati Europei.

‼️ IN REALTÀ COSA SARANNO I C-BOND, SE E QUANDO VERRANNO PARTORITI DALLA COMMISSIONE EUROPEA?
I Covid bond stanno trovando ostacoli alla loro nascita da parte di alcuni paesi del nord Europa, Olanda in particolare, ma sottotraccia anche dalla Germania.

Ragion per cui potrebbero non vedere mai la luce oppure essere il frutto di troppe mediazioni e perdita del requisito di solidarietà tramite garanzia comune.
In questo caso non vi sarebbe alcuna differenza di fatto tra emissione di debito diretto di ogni Stato ed emissione C-Bond, ognuno dovrebbe collocare i bond in base al proprio rating e quindi con un tasso di interesse diverso.

Anche una mediazione sul “perimetrare la solidarietà alla sola quota interessi“, in cui il costo medio ponderato degli interessi viene ripartito equamente per ogni paese, ha una visione di corto respiro, in quanto trattasi sempre di debito diretto dello Stato seppur con un tasso di interesse solidale.

L’emissione in proporzioni diverse tra i vari stati membri determinerebbe inoltre l’impossibilità per la BCE di acquistare e congelare (o bruciare ripetiamo) l’intero pacchetto emesso.
L’emittente deve essere uno soltanto, la Comunità Europea.

‼️ CHI PROPONE I VERI C-BOND: Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Belgio, Grecia, Lussemburgo, Slovenia.
‼️ CHI È CONTRO: Germania, Olanda e Austria.

Per essere approvati devono prima passare dalla votazione dell’Eurogruppo che racchiude i 19 ministri delle finanze dei 19 Paesi membri.

Su questioni finanziarie la votazione deve essere unanime quindi un solo Paese, ad esempio un paesello di nemmeno 18 milioni di abitanti come l’Olanda, decide della vita di mezzo miliardo di persone.
Che bella la democrazia vero?

E’ chiaro che in questo momento l’Olanda non ha alcun interesse nell’inamicarsi mezza Europa, ma la contropartita offerta e garantita dalla Germania per fare la voce del “poliziotto cattivo” deve essere molto ma molto appetibile.

‼️ COSA TEMONO I FILO-TEDESCHI?
Temono che il costo delle emergenze sanitarie ed economiche dei paesi ad alto debito, come l’Italia, possa un giorno essere ripartito su tutti i paesi.

Temono, visto con i loro occhi, di dover pagare loro le politiche fiscali allegre dei paesi mediterranei.

Il Presidente Giuseppe Conte in un’intervista fatta alla tv tedesca ARD ha affermato: “Se verranno create obbligazioni europee comuni – gli eurobond, o la loro forma più limitata, i Covid-bond, mirati ad affrontare l’emergenza sanitaria ed economica – i cittadini tedeschi non perderanno un solo euro”.

Questa affermazione è politicamente corretta ma tecnicamente inesatta.
In altre parole è chiaro l’impegno da parte dell’Italia e di tutti gli altri stati membri ad onorare i propri debiti, da qui la rassicurazione verso il popolo tedesco del Premier Conte: rispetteremo i patti e a voi non sarà mai chiesto di ripagare i nostri debiti.

Ovvio che oltre alla garanzia morale di rispettare i nostri impegni, la certezza derivi solo dalla eventuale volontà esplicita della BCE di acquisire direttamente le obbligazioni, monetizzandole stampando moneta a costo zero.

Purtroppo questo la BCE non può farlo con le attuali regole dettate dalla paura viscerale dei paesi Germanici verso il rischio inflazione implicito nell’immissione di nuova moneta.

‼️ ESISTE DAVVERO UN RISCHIO DI INFLAZIONE?
Altre banche centrali come Bank of England, la Federal Reserve americana e la Bank Of Japan NON LO RILEVANO e stanno procedendo in una politica espansiva di immissione di liquidità diretta nel sistema economico reale stampando moneta.

‼️ COSA STA PROPONENDO LA GERMANIA AL RESTO D’EUROPA?
La BCE ha introdotto il Quantitative Easing 2.0 o PEEP, titoli di stato che BCE si impegna ad acquistare sul mercato secondario sempre in quota capitale per singoli Stati (per l’Italia 19 MLD ogni 1000).

La differenza principale risiede nella flessibilità di acquisto, nel senso che solo a fine QE la BCE rispetterà il rapporto Capital Key, mentre durante il percorso potrà deviare temporaneamente da tale proporzione. Nel primo mese di avvio abbiamo già potuto rilevare maggiori acquisti verso i titoli del nostro paese. Il problema risiede nel fatto che il mercato conosce i limiti di intervento BCE e si posiziona di conseguenza, ovvero, sa che BCE potrà acquistare tra QE e PEEP circa mille miliardi ti titoli, di cui “solo” 190 del nostro paese.

L’Italia ogni anno emette circa 350 miliardi di titoli solo per rinnovare il debito esistente, se a questi si sommassero 150 miliardi in più per l’emergenza Corona Virus, determinando un rapporto debito/Pil del 170%, avremmo sicuramente qualche problema di collocamento a tassi sostenibili di questa immensa massa di titoli visto che la BCE potrà coprirne solo una parte minima, 190 MLD per l’appunto.

Altra ipotesi sul tavolo sono l’emissione di 100 miliardi denominati programma SURE da parte della UE garantiti al 25% da ogni paese membro, a sostegno dell’occupazione.
Si parla di 100 MLD di potenziali prestiti con 25 MLD di garanzie che dovranno essere trovate subito e che ogni Paese membro dovrà versare nel bilancio europeo.

Prestiti diretti BEI, la Banca Europea per gli Investimenti, con un piano da 200 miliardi per le imprese che però anche qui necessitano un esborso immediato da parte degli Stati per ricapitalizzare la BEI. Abbiamo denari per ricapitalizzare una banca che non si sa quando restituirà quei soldi e a quali condizioni?

Entrambi gli strumenti, SURE e BEI, potrebbero andare nella giusta direzione, ma sono solo strumenti complementari, insufficienti nella dimensione e ancora non chiari nei meccanismi operativi.

‼️ MES

L’ipotesi più controversa è invece il MES, sia nella versione light, senza o quasi condizionalità, ovvero la versione attuale, sia nella versione classica già sperimentata in Spagna, Portogallo dalla prima versione fino all’utilizzo completo con forte condizionalità politica nel caso di studio Grecia.

Il MES nella sua versione classica altro non è che una cessione di sovranità nei confronti dell’Europa da parte di quegli Stati che si trovano in difficoltà a ripagare i propri debiti precedentemente contratti.

Il caso più recente è stato il “Salvataggio” della Grecia ed è forse ancora fresco nella nostra memoria.
La Grecia si indebita, non riesce a pagare il debito allora subentra il Fondo “Salva” Stati che non salva un bel niente, ma in cambio di denari impone alla vittima di turno di tagliare spesa pubblica e spesa pensionistica, sanità e istruzione, cedere asset strategici, privatizzare ecc ecc.

Risultato?
Un paese più povero ma che ha onorato con il sangue il proprio debito. Applausi a scena aperta.

Quello uscito ieri dall’Eurogruppo è però una versione “light” ovvero il Fondo qualora attivato per le spese sanitarie, cura e prevenzione legate al COVID-19 non farebbe scattare i requisiti necessari per accedervi ovvero pareggio di bilancio, rapporto deficit/pil e rapporto debito/pil sotto livelli di guardia. Queste sono le famose “condizionalità” che si traducono in un “memorandum” negoziato con la Commissione europea che può richiedere delle riforme specifiche per migliorare l’economia del Paese: dalle riforme strutturali, a quella della vigilanza bancaria, dalle riforme fiscali ai tagli alla spesa pubblica, fino alle privatizzazioni.

In ogni caso, nel MES, l’Italia ha messo poco più di 14 MLD, (e 125 MLD di garanzie non versate) del tutto insufficienti per ciò che dovremmo affrontare.

Se questi sono i “bazooka” dell’UE, cara Europa facciamo da soli.

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