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Arpa blocca l’autostrada per la Valtrompia

Terre contaminate in un cantiere del raccordo autostradale A4-Valtrompia e lavori senza autorizzazione: le carte in mano alla Procura di Brescia e rischio sospensione dei lavori e diffida per il Concessionario e l’Appaltatore

ARPA Brescia a seguito di una ispezione nei mesi scorsi presso il cantiere svincolo di Codolazza (Concesio) del raccordo autostradale fra la A4 e la Valtrompia ha rinvenuto movimentazione di terre contaminate e lavori senza autorizzazione.
ARPA ha comunicato alla Procura e chiesto diffida per la ditta appaltatrice SALC spa e per il concessionario ANAS al Ministero dell’Ambiente

ARPA è intervenuta, a seguito dell’invio della ditta SALC spa del Piano di Utilizzo delle terre e rocce da scavo (PUT), per verificare il cantiere e la possibile presenza di contaminanti nel terreno, come si deduceva dal piano stesso. L’ispezione evidenziava l’inizio dei lavori di movimentazione e scavo di terre contaminate senza la necessaria autorizzazione dell’ente competente (il Comune).

ARPA chiede che vengano avviate le indagini per capire l’origine della contaminazione delle terre, che vengano recuperate e rimosse quelle terre, ripristinato lo stato del luogo (previa caratterizzazione del sito) e invita il Ministero dell’Ambiente a procedere con la sospensione dei lavori e con la diffida alla ditta appaltatrice e per il concessionario.

Ancora una volta nella nostra provincia scopriamo lavori che interessano terre contaminate trattate come semplici sottoprodotti e non come prevede la normativa ovvero rifiuti: ogni opera che viene progettata e iniziata prima o poi porta all’individuazione di terreni contaminati o alla scoperta dell’utilizzo di materiali inquinati.

Se non ci fosse stata ARPA ad intervenire tempestivamente che fine avrebbero fatto quelle terre, palesemente descritte come contaminate dalla ditta stessa ma trattate come se non lo fossero?


La ditta appaltatrice ha commesso secondo ARPA gravi violazioni, avviando movimentazioni di terre senza avere un PUT autorizzato dall’ente competente, cioè il Ministero, ma semplicemente presentando una sorta di “pre-piano” o “autocertificazione” in totale contrasto con la normativa, addirittura senza trasmettere alcuna informazione al Ministero dell’Ambiente e lavorando terre contaminate senza la necessaria autorizzazione dell’ente competente, in questo caso l’amministrazione comunale.

E i comuni di Concesio e Villa Carcina dove sono stati? Con l’ansia di vedere realizzata questa discutibile opera, i Comuni hanno chiuso un occhio o forse due sull’operato della ditta SALC procurando un possibile danno al territorio e alla salute dei propri concittadini”

Ringrazio ARPA per l’intervento e auspico che il Ministero ottemperi alle richieste dell’Agenzia, sospendendo i lavori di tutto il cantiere e diffidando SALC spa e ANAS dal proseguire i lavori senza autorizzazione. Importante anche che le terre vengano rimosse, analizzato il terreno e scoperto l’autore della contaminazione”

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