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IN ARRIVO UN REGALO DEL GOVERNO AI PETROLIERI

Questo governo umilia per l’ennesima volta il Parlamento con la complicità dei suoi scagnozzi che siedono nei banchi della maggioranza.
 
Dopo gli scandali Eni, i 47 rinvii a giudizio per il centro oli di Viggiano, gli sversamenti di idrocarburi in Basilicata, arrivano ancora regali e privilegi ai petrolieri.
 
A luglio dello scorso anno è stata approvata la risoluzione a mia prima firma con lo scopo di confermare quanto sancito dalla corte costituzionale: Le piattaforme petrolifere e le costruzioni ubicate nel mare territoriale devono pagare l’IMU e le imposte locali.
Da quel momento è successo qualcosa che deve aver fatto cambiare idea al governo visto che cerca di ribaltare la decisione, legittimamente assunta dalla VI Commissione della Camera dei Deputati, infilando una norma ad hoc nella manovrina.
 
Tolgono i soldi ai cittadini per cosa? per favorire delle imprese a loro vicine.
Ricordate lo scandalo tra total e il marito della ministra Guidi https://goo.gl/emrLv3
 
Ma torniamo un passo indietro;
il 24 febbraio 2016 la Cassazione ha stabilito che Le piattaforme petrolifere devono pagare l’Imu e le altre imposte locali.
 
La Sentenza della Cassazione è chiara e non lascia spazio a interpretazioni: le piattaforme petrolifere entro le 12 miglia sono soggette a ICI e sono classificate nella categoria catastale D/7 in quanto sono riconducibili al concetto di immobile ai fini civili e fiscali, sono accatastabili e producono un reddito proprio. Qualora mancasse un “valore catastale”, la base imponibile è il valore di bilancio del bene.
 
In linea con questa sentenza abbiamo sollecitato il governo attraverso questa risoluzione in commissione http://goo.gl/eYtS9d prontamente approvata e pubblicizzata dalla maggioranza e dalle altre opposizioni come una loro vittoria.
 
Alla prima occasione utile per farlo ci saremmo aspettati che il governo approvasse i nostri emendamenti che recepivano la risoluzione e la sentenza nel rispetto della giurisprudenza https://goo.gl/UeGYZW.
 
Quel giorno i partiti, piuttosto che passare dalle parole ai fatti, avevano altro per la testa e ora scopriamo cosa: tutelare gli interessi della lobby del petrolio scrivendo nero su bianco che questi fabbricati non devono pagare come tutti gli altri.
 
Il testo non è ancora arrivato alle camere, ma se dovesse arrivare così, con questa svista colossale, avremo ancora una volta conferma che le politiche del PD e amici sono lontane anni luce dal mondo reale perché succubi delle multinazionali.

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