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Collettore del Garda: si sono fregati con le loro stesse mani

Regione Lombardia ha appena approvato il nuovo regolamento sulla disciplina per gli scarichi di acque reflue civili si tratta della DGR XI/1167 del 28 gennaio 2019 a breve in pubblicazione.

Il regolamento aggiorna le norme che disciplinano le modalità di approvazione dei progetti degli impianti di trattamento delle acque reflue e in particolare con l’articolo 24 comma 3 si richiama l’allegato L “Criteri di valutazione per la scelta tra alternative progettuali comparabili per impianti di trattamento delle acque reflue urbane“.

Il regolamento invita i soggetti competenti alla valutazione di proposte alternative che, riporto testualmente, “possono essere sviluppate all’interno del progetto di fattibilità” individuando alcuni criteri di valutazione tra i quali “l’individuazione del corpo ricettore delle acque depurate”.

Ma non solo, “il grado di approfondimento dell’indagine comparativa e il numero delle alternative dipenderà dalla dimensione dell’impianto” oltre che dal contesto interessato, da aspetti ambientali e paesaggistici.

Si raccomanda quindi “almeno 3 alternative” per impianti superiori a 10.000 Abitanti Equivalenti.

Infine “gli aspetti da sottoporre a confronto” tra le varie alternative progettuali vi sono anche “i costi di investimento e gestionali connessi alla realizzazione e alla vita utile della opere” e si ribadisce che “gli elementi prioritari da considerare nello sviluppo delle alternative progettuali sono il grado di centralizzazione dei trattamenti e la scelta dei ricettori”.

Questo è quello che dice il nuovo regolamento.
Cosa sostiene il Gestore Acque Bresciane?

AB dice di aver valutato ben 6 opzioni, in realtà queste alternative si riducono in sostanza a 3:
1) Tutto a Visano con un nuovo impianto da 200.000 AE.
2) Tutto a Peschiera con un potenziamento di 200.000 AE.
2) un depuratore per l’alto Lago e uno per il basso Lago ciascuno da 100.000 AE e Sirmione e Desenzano a Peschiera.

Quindi saremmo già in difetto rispetto a quanto prescritto dal regolamento che chiede 3 alternative aggiuntive rispetto al progetto perché qua siamo solo a 2.
L’aggravante è che 2 opzioni su 3 considerano come unico corpo ricettore il fiume Chiese (1 e 3 mentre la 2 scarica nel Mincio) ma cosa ancora più grave è che la prima opzione (Visano) è di fatto irrealizzabile e quindi una “non-alternativa”.

Si legge infatti al punto 2.1 dell’allegato L che “il presupposto è che tutte le soluzioni riguardino aree non interessate da vincoli “escludenti”, cioè che non consentano la realizzazione degli impianti, ma eventualmente “penalizzanti” cioè che richiedano l’adozione di specifiche misure”. In sostanza la scelta di Visano è un vincolo “escludente” dato che la presenza di un contenzioso giudiziario rendere l’area individuata inutilizzabile quindi irrealizzabile.

Le alternative prese in considerazione rispetto alla scelta progettuale pertanto è solo UNA!!!

Nell’analisi condotta dall’Università di Brescia non si prendono in considerazione altri corpi ricettori come ad esempio il Lago, ne si fa un confronto dei costi di investimento ne tanto meno di gestione.

Un progetto che vede la realizzazione di due mega impianti da 200.000 abitanti equivalenti complessivi, con un finanziamento statale da 100 milioni di euro (compresa la sponda veronese) e altrettanti che andranno in tariffa negli anni a venire, con una trentina di comuni coinvolti tra quelli della sponda Gardesana e quelli dell’asta del Chiese, con almeno 8 anni di cantiere con enormi disagi per la viabilità merita qualcosina in più rispetto a quanto fatto fino ad ora dal Gestore, non credete?

Acque Bresciane che si vanta di aver realizzato un progetto conforme al nuovo regolamento per gli scarichi, casca in fallo proprio sull’aspetto più importante: la valutazione delle alternative.

Prima che sia troppo tardi, chiediamo ad Acque Bresciane di considerare le alternative perché si rischia di buttare al vento mesi se non anni di lavoro.

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