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Comune di Lonato ha mancato di controllo nelle ex cave

Vi ricordate il caso del sequestro delle aree ex-cava Vezzola e ex-cava Traversino a Lonato del Garda nei cui terreni sono state rinvenute tracce di numerose sostanze inquinanti?

In base ai documenti che abbiamo analizzato possiamo dire che il Comune di Lonato ha mancato di controllo ed ha avuto un comportamento molto superficiale nella gestione di quelle aree.

Il mese scorso i Carabinieri Forestali avevano messo sotto sequestro i siti riferiti alla ex-cava Vezzola e alla ex-discarica del Traversino, presso il comune di Lonato del Garda, nei cui terreni sono state rinvenute tracce di numerose sostanze inquinanti.

A tal proposito il Sindaco di Lonato aveva dichiarato di non essere stato mai informato dei pericoli per la salute pubblica che rappresentavano quei terreni da Regione Lombardia, ATS, ARPA e Provincia. Per verificare quanto detto dal Sindaco ho fatto approfondimenti con accessi agli atti alla Regione Lombardia, ARPA e ATS.

Dagli atti ricevuti emerge che il procedimento di bonifica del sito ex-cava Traversino iniziato nel 2003 si è concluso con la Conferenza dei Servizi del luglio 2018, che la chiusura è stata proposta dallo stesso Comune di Lonato con proprio atto dirigenziale e che Regione e Provincia non hanno fatto altro che prenderne atto.

Inoltre dalle carte scopriamo che la chiusura è stata successiva alle mutate condizioni ma non del sito interessato bensì delle norme: l’iter di bonifica è infatti iniziato nei primi anni 2000 ma nel 2006 entra in vigore il Testo Unico Ambietale che abbassa i requisiti necessari per dichiarare un sito contaminato.

In sostanza con le nuove norme del TUA, non serve più la bonifica perché nei terreni e nella falda sottostanti la massa dei rifiuti i livelli degli inquinanti non superano le Concenrrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) relative ai terreni ad uso industriale/commerciale.

Tuttavia il comune ha ignorato un passaggio fondamentale del contributo di ARPA in sede di Conferenza dei Servizi, in particolare quando l’Agenzia sostiene che “…fatta dunque salva l’opportunità di prevedere il monitoraggio periodico delle acque sotterranee, secondo un piano da predisporre a cura del soggetto interessato e da sottoporre alla valutazione delle competenti amministrazioni….” Cioè ARPA ha rimandato all’autorità competente (il comune) la decisione finale ma afferma che, anche se il sito non si possa classificare come “da bonificare” ai sensi del Testo Unico Ambientale, non significa che una discarica di rifiuti possa e debba essere esclusa da interventi di messa in sicurezza, monitoraggio e controllo, come appunto il monitoraggio delle acque sotterranee.

Nonostante questa raccomandazione cosa fa l’amministrazione guidata dal Sindaco Tardani? Sceglie di chiudere tutto e quindi considerare quell’area a tutti gli effetti sana e priva di qualsiasi pericolo. Considerazione evidentemente sbagliata visti i sequestri del mese scorso.

Era chiaro che ARPA aveva suggerito di continuare con i controlli, ma il Comune lo ha ignorato ed ha frettolosamente chiuso una pratica senza fare ulteriori accertamenti. Non è vero insomma come aveva detto il Sindaco di Lonato che gli Enti non avevano avvertito di niente, è vero invece che

a) la decisione di chiudere l’iter di bonifica è iniziativa del Comune di Lonato
b) ARPA avevano stabilito che sarebbe stato opportuno continuare con messa in sicurezza, monitoraggi e controlli perché sussiste ancora un potenziale rischio per l’ambiente e la salute pubblica.

Per tutelare il nostro territorio ci vuole impegno e voglia di verificare ogni situazione, con la superficialità e faciloneria si favoriscono solo gli inquinamenti e i reati.

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