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FCA, dopo le lagne, le minacce

Ma da un gruppo che per decenni ha succhiato e spremuto fino all’ultima goccia di sangue questo Paese, sarebbe legittimo aspettarsi un briciolo di amor di patria no?

Non dico di rilasciare comunicati stampa di giubilo e tripudio verso il Governo, ma semplicemente un sano e corretto “silenzio stampa”!FCA in una lettera fa sapere che nonostante la volontà di procedere verso la riconversione all’elettrico/ibrido negli stabilimenti italiani, la norma che disincentiva i veicoli con maggiori emissioni farebbe rivedere l’intero piano di investimenti del gruppo che cuba ben 5 miliardi di euro e riguarda lo sviluppo/restyling di una dozzina di modelli anche e soprattutto in chiave ambientale.Ora vi domanderete, ma di che si lamentano?

Il riferimento, pretestuoso, è ovviamente alla povera PANDA 1.2 Benzina che con la norma sarebbe tassata di 300 euro perché le sue emissioni di CO2 superano i 120 g/km. Tutto questo sa di ridicolo e un poco di presa per il c.Se FCA è pronta a investire 5 MLD per 13 modelli nuovi nonché su elettrico e ibrido, la Panda che emette 120 grammi per km deve essere messa nel cassetto e rottamata non oggi ma ieri!Ma soprattutto, il vero problema di FCA è la Panda? O è solo un pretesto per ammettere che negli ultimi 10 anni non ha mosso un euro per sviluppare modelli efficienti come invece hanno fatto tutti i suoi competitori anche più piccoli?

Cari manager Manley e Gorlier, lasciate in pace la povera Panda che già il nome è tutto un programma e dite le cose come stanno: 10 anni di piani industriali ottocenteschi ma ora tiriamoci su le maniche e rimettiamoci alla pari con il resto del mondo. Buon Lavoro!PS: su una cosa però hanno ragione, dall’incentivo vanno eliminate le auto diesel o individuato un altro parametro che non sia solo l’emissione di CO2.

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