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I camici di Fontana: un’ora per non dire nulla

La difesa in aula (consiliare) di Fontana è durata un’ora dove ha detto tutto e nulla.

Ha messo in piedi la solita litania leghista: loro povere vittime e il mondo che ce l’ha con loro. La colpa è di tutti tranne che loro. Loro che governano una Regione le cui attività sono al 90% legate alla sanità, non hanno alcuna colpa! Per il leghista, la colpa è sempre altrui.

Ma non perdiamo di vista il tema centrale: FONTANA HA MENTITO IN MERITO ALLA QUESTIONE DEI CAMICI DELLA DITTA DEL COGNATO⁉️

La difesa del Governatore si fonda tutta su un passaggio detto, credo per la prima volta, oggi in aula: il 12 maggio ha chiesto al Cognato di rinunciare al compenso legato all’appalto senza gara assegnato da Aria.

Bene, se così fosse crollerebbe l’accusa che vede il Fontana complice del Cognato nel maldestro tentativo di nascondere e camuffare l’affidamento di Aria come una “donazione” a Regione Lombardia.

Infatti la trasmissione Report intervista il Cognato il 15 maggio e, al di la di cosa risponde il Cognato, il fatto che Fontana già 3 giorni prima aveva chiesto di rinunciarvi, farebbe probabilmente cadere l’accusa in capo al Governatore.

Ma perché la difesa del Governatore regga, deve combaciare alla perfezione con la versione del Cognato oltre che con quella dello stesso Fontana, ed è qui che casca l’asino.

Il Cognato ha già dato prova di essere pessimo come complice, manco la banda bassotti lo assolderebbe. Infatti alla stessa domanda ovvero “ha la Dama Spa fornito camici a Regione Lombardia dietro lauto compenso senza bando di gara?” il complice, pardon il Cognato, ha fornito almeno tre versioni differenti: “confermo tutto”, “nego tutto”, “si ma era una donazione”.

Ma anche lo stesso Fontana è decisamente poco credibile. Infatti intervistato il 7 giugno il Governatore dichiarava di non sapere nulla della fornitura/donazione!

QUINDI COME POTEVA CHIEDERE QUASI UN MESE PRIMA AL COGNATO DI RINUNCIARE AL COMPENSO?

Ma non solo, in aula il Governatore ha detto che il bonifico fatto da un conto svizzero a favore della ditta del Cognato era un bonifico di solidarietà in aiuto e sostegno della ditta di famiglia che doveva, poverini, sobbarcarsi l’onere di una donazione.

Peccato che il bonifico di 250.000 euro viene definitivamente cancellato dallo stesso Fontana ai primi di giugno! Beh, che bell’aiuto: i soldi glieli ha fatti annusare, manco vedere!

Come potete vedere, la difesa di Fontana è debole, molto debole oltre che politicamente imbarazzante.

La Lega dopo aver preso per i fondelli i radical chic della sinistra con i conti nei paradisi fiscali, scoprono che il loro Fontana non solo aveva oltre 4 milioni di euro alle Bahamas, ma che ha sfruttato la Voluntary Disclosure, del passato governo Renzi, per scudarli e quindi dichiarando che quei denari sono frutto di illeciti. (così funziona la VD: tu riporti in Italia capitali nascosti e io Stato ti rendo immune penalmente e fiscalmente facendoti pagare solo una piccola sanzione).

Ma non è finita: oltre allo scudo penale e fiscale, la famiglia Fontana li ha ritrasferiti all’estero portandoli in Svizzera, di fatto rendendo vana la VD. Infatti non ha alcun senso per lo Stato rinunciare a sanzioni, interessi di mora e perseguirti penalmente sui reati che hanno generato quei capitali se poi quei soldi non li fai fruttare sul territorio italiano!

Siamo sempre punto a capo: per la Lega, a parole, è sempre prima l’italiano, ma quando si parla di lauree, diamanti e capitali, gli italiani possono aspettare.

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