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Il Country Report 2019 della Commissione Europea sull’Italia

Il Country Report 2019 della Commissione Europea sull’Italia, quello che per intenderci da il nostro Paese per spacciato, in parole povere dice questo:

1) Spostare la tassazione dal lavoro al patrimonio.
In sostanza gli europeisti vorrebbero la Patrimoniale e adesso chi lo dice a Silvio e Matteo R.? Ma al di la di questo, con un crollo del mercato immobiliare che dura ormai da più di un decennio si fa sempre più urgente una rivalutazione, ovviamente a ribasso, delle rendite catastali ma nessuno si è chiesto che effetti avrebbe sul gettito fiscale se si attuasse quello che la CE raccomanda? In ogni modo lo ribadiamo ancora una volta: #NoPatrimoniale.

2) che la disoccupazione in Italia è troppo alta e non sostenibile.
Ok, quindi cosa propone la CE per contrastarla? Noi abbiamo proposto un progetto di portata rivoluzionaria: dare un sostegno al reddito a quelle persone che oggi vivono sotto la soglia di povertà e includerle in percorsi di riqualificazione professionale e sociale con l’obiettivo di reinserirle nel mercato del lavoro. Cara CE, abbiamo previsto addirittura che chi formerà queste persone venga pagato solo se il soggetto beneficiario del sostegno troverà un’occupazione e non al momento della stipula del percorso formativo. Abbiamo perfino previsto l’incentivo alle imprese che assumono beneficiari del sostegno e una riforma completa dei vecchi e maltrattati Centri Per l’Impiego. Tutto questo l’abbiamo chiamato Reddito di cittadinanza

3) bisogna fare le riforme.
Dopo vent’anni ancora mezzo Paese si chiede: ma che diavolo sono queste riforme? Dietro quella parola c’è di tutto e niente, ci sono le riforme costituzionali piddine che volevano accentrare il potere nelle mani di uno solo per poter decidere, in base ai sondaggi elettorali, le misure economiche da approvare oppure ci sono le riforme neoliberiste tanto volute dalle lobbies che comando in Europa e che mirano a considerare gli Stati semplicemente come terre di conquista. Ecco a tutto questo diciamo anche no e lo diciamo per esempio riportando la gestione dell’acqua in capo esclusivamente al pubblico.

4) La spessa pensionistica è troppo alta ergo Quota100 è sbagliata.
Ma la CE dimentica che l’Italia è il Paese con l’età pensionabile più alta dopo la Grecia, 66 anni e 7 mesi contro i 64 anni e mezzo della media europea. Possono dire quello che vogliono dalle poltrone in pelle di Bruxelles, ma Quota100 è una misura di giustizia sociale.

5) La giustizia è troppo lenta.
Perfetto, allora la prossima volta consentiteci di arrivare al 2,99%, ma anche 3,5%, del rapporto deficit/pil e vederete come la facciamo correre la Giustizia in Italia viste le carenze croniche dei tribunali italiani dovute a anni di tagli indiscriminati.

6) meglio spendere in investimenti che in spesa corrente.
La ciliegina sulla torta. Quando la CE deciderà di escludere completamente e definitivamente gli investimenti dal calcolo del deficit ovvero quando si deciderà di fare vera flessibilità nel patto di stabilità e crescita allora potrà lamentarsi che non si fanno abbastanza investimenti. Fino ad allora muta.

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