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Inceneritore, l’appello dei comitati: Chiudete subito la terza linea

La lettera è stata spedita al sindaco Emilio Del Bono, a quello di Milano Giuliano Pisapia e all’assessore regionale all’Ambiente Claudia Terzi in posta prioritaria. Oggetto: «Richiesta chiusura 3 linea dell’inceneritore di Brescia». La richiesta, arriva dai comitati ambientali, alla lettera: «Potremmo riempire le pagine di questa lettera con dati, studi, che peraltro sono già in vostro possesso perché inviati a voi in più riprese dal “Forum per un ciclo di rifiuti sostenibile di Brescia”, sull’inutilità, la dannosità e la irresponsabilità che l’incenerimento dei rifiuti determina.
E’ inutile: in Lombardia vi sono attivi 13 inceneritori con un potenziale di incenerimento di circa 2 milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti, contro un fabbisogno attuale, peraltro in tendenziale calo, di circa 2 milioni.

A Brescia opera il più grande inceneritore d’Europa, con potenzialità di quasi 1 milione di tonnellate, che brucia di norma tra le 720 e le 820 mila tonnellate di rifiuti all’anno, di contro ad un fabbisogno annuo da smaltire della provincia di Brescia di circa 290.000 tonnellate di rifiuti, in continuo calo. Vi è inoltre un altro aspetto paradossale: a Brescia città si sta per introdurre un sistema di raccolta porta a porta parziale, purtroppo non integrale come sarebbe meglio, che, con l’impegno dei cittadini, potrebbe ridurre fino a 30.000 tonnellate i rifiuti da incenerire. Sarebbe una vera beffa se il risultato fosse che questi venissero rimpiazzati da rifiuti importati da tutta Italia, con un carico emissivo superiore determinato dal trasporto! (…) Dunque una linea va chiusa subito, perché dannosa.
L’errore degli amministratori di Brescia nella scelta del sistema misto e non del porta a porta totale, per la raccolta dei rifiuti, non fa altro che rallentare il percorso di efficientamento e di valorizzazione anche economica del recupero dei materiali
La stessa politica energetica a Brescia sembra dipendere dall’incenerimento dei rifiuti, determinando un ritardo tecnologico e di investimenti nella ricerca, verso una società basata sull’efficientamento energetico e sulla produzione di energia alternativa.

Gli investimenti in politiche corrette di gestione dei rifiuti basate sul recupero dei materiali e l’implementazione delle energie alternative si stima possano creare fino a 300.000 posti di lavoro all’anno per i prossimi anni».

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