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farmaci veterinari

Indagine di Greenpeace su danni da allevamenti intensivi

Un’interessante indagine di Greenpeace fotografa in maniera impietosa i danni causati dagli allevamenti intensivi in tutta Europa. Purtroppo in cima a questa classifica c’è ancora l’Italia.

La tabella che vedete riporta il numero di Farmaci Veterinari ritrovati nei vari campioni prelevati in diverse zone del vecchio continente.

Ho cerchiato i tre campioni tedeschi (rosso) e i tre campioni italiani (giallo). Il confronto con la Germania non è a caso dato che i tedeschi sono i primi produttori e i primi consumatori europei di carne: per il solo comparto suinicolo si stimano 28 milioni di capi allevati annualmente e 58 milioni di capi macellati. In Italia si allevano 9 milioni di suini e 9 milioni di bovini quindi numeri decisamente inferiori.

Nonostante ciò le maggiori quantità di farmaci e antibiotici trovati nei corsi d’acqua esaminati sono in Italia, in particolare il più alto contenuto è stato trovato nella roggia Savarona a Quinzano D’Oglio in Provincia di Brescia dove è stato prelevato un cocktail di 11 diverse sostanze farmaceutiche.

Nei campioni italiani sono stati trovati 11 diversi farmaci contro i 5 trovati in Germania. Un confronto impietoso.

Esaminando invece il contributo dell’agricoltura la situazione non cambia: nei tre campioni italiani sono stati trovati 30 diversi pesticidi, 9 dei quali non più autorizzati in UE!

Un cambio di passo al sistema produttivo agricolo e zootecnico si rende sempre più necessario a cominciare dal prendere atto che il modello intensivo non può più essere il modello dominante.

Come suggerito dal report i fondi della PAC dovranno andare verso produzioni agricole sostenibili, per esempio, con un rapporto numero di capi per ettaro via via inferiore, che fanno un uso minore di antibiotici, che diversificano le produzioni agricole e che ricorrono meno a mangimi industriali preferendo mangimi prodotti in azienda.

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