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SERVE UN PROGETTO SOSTENIBILE PER IL LAGO DI GARDA – IL COLLETTORE NON RISOLVE I PROBLEMI

Ieri abbiamo incontrato i sindaci rappresentanti i comuni Gardesani che, con l’associazione temporanea di scopo (ATS) “Garda Ambiente”, si stanno occupando del progetto del nuovo collettore del Garda.

Abbiamo chiarito subito che l’obiettivo principale e comune deve essere la tutela del lago di Garda che necessita di un progetto integrato e sostenibile.
Il sistema di depurazione delle acque è uno dei temi da trattare a livello interregionale e  deve essere accompagnato da stringenti limiti alla cementificazione puntando alla rinaturazione del lago.

Perché parliamo del Collettore del Garda?
Solo qualche mese fa l’Ufficio d’ambito Brescia (servizio idrico integrato) ha approvato il Progetto Preliminare per il collettamento e la depurazione della sponda bresciana del lago di Garda.
Una approvazione fatta di fretta senza valutare alternative, senza un pieno coinvolgimento dei sindaci, dei cittadini e delle organizzazioni delle diverse categorie professionali.

I promotori di questa iniziativa, in primis il gestore del servizio per il lato bresciano Garda Uno il cui Amministratore Unico è Mario Bocchio Ex sindaco di Lonato, sostengono che vi è stata la partecipazione di tutti i sindaci delle sponde del lago tant’è che vantano di aver riunito sotto una unica “bandiera” ben 32 amministrazioni. Ma verrebbe da chiedersi: quanti di questi 32 sindaci hanno effettivamente capito di cosa si tratta? Quanti hanno potuto valutare proposte alternative? Quanti hanno potuto ascoltare pareri tecnici in dissenso al parere-unico? Temo che la risposta sia NESSUNO! Questa non è Partecipazione.

Ma c’è di più, l’unica voce fuori dal coro non è stata nemmeno invitata a partecipare ai tavoli tenuti da ATS e dalla Comunità del Garda. Questa voce è del Sindaco di Visano.
Cosa c’entra Visano con il Lago di Garda? Nulla se non che il progetto di ATS prevede la  realizzazione di un mega depuratore proprio a Visano a 30 Km dal Lago!
Per noi è del tutto illogico scaricare la responsabilità su di una comunità che nulla ha a che vedere con il Lago!

La nostra proposta è quella di realizzare almeno due depuratori di dimensioni inferiori sulla sponda bresciana, ad esempio uno potrebbe essere posizionato proprio a Lonato. Questa opzione era stata presa in considerazione ma subito scartata (attendiamo le motivazioni tecniche), forse perché il Presidente di Garda Uno era proprio Sindaco di Lonato?

Abbiamo sollevato la questione della condivisione e della partecipazione al progetto in quanto, secondo noi, il progetto è stato calato dall’alto senza una valutazione comparata di costi e benefici, al solo scopo di “favorire il ruolo della citata ATS nell’attività di reperimento delle risorse finanziarie necessarie.” (come si legge nella delibera).
Ci è stato risposto che le alternative sono state valutate, quindi su nostra richiesta i tecnici dei due gestori si sono resi disponibili a inviarci tutto il materiale. Sicuramente un buon segnale.

Ci dicono che è solo un progetto preliminare, che è modificabile ed è per questo che è giusto muoversi adesso.

NON APPROVEREMO MAI UN PROGETTO A SCATOLA CHIUSA.

Il progetto proposto non risolve il problema alla fonte.
Non interviene sulla separazione delle acque nere da depurare da quelle bianche che invece non necessitano dello stesso trattamento.
La stessa Garda Uno ha confermato che l’attuale sistema di collettamento e depurazione di fatto lavora al 50%, ovvero depura acque di fogna diluite da “acque bianche” e da infiltrazioni lungo tutto il lago. Questo è sintomo anche dei diversi casi di sversamento della fogna nel lago.

I progetti alternativi ci sono e permettono un intervento immediato, più efficiente e meno costoso, senza attendere 15/20 anni per la realizzazione del nuovo collettore.
E’ necessario fermare la cementificazione e rinaturare le sponde, aumentare la capacità depurativa realizzando altri impianti più piccoli e efficienti , separare gli scarichi fognari dalle acque piovane e da quelle del lago, intercettare e punire scarichi abusivi.
E’ possibile contenere i costi e intervenire tempestivemente, eliminando le condotte sublacuali e adeguando le tubazioni attuali.

In definitiva, serve un nuovo punto di vista che miri alla tutela completa del lago di Garda con progetti ben ponderati e a lungo termine, studiando le migliori pratiche attuate nelle altre regioni e per gli altri laghi, anche a livello internazionale.

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