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Proposta di Legge Brescia Terra dei Veleni

 

Esiste un’altra #TerraDeiFuochi
Brescia è la #TerraDeiVeleni

Sabato 11 marzo 2017 alle ore 11, in via Gabriele Rosa 26, presenteremo la proposta di legge “Brescia Terra dei Veleni” depositata alla Camera dei Deputati a mia prima firma, inerente all’inquinamento che si estende fra Brescia e provincia.

il M5S sta provando veramente e in ogni modo a tutelare la provincia di Brescia ripristinando la normalità.
Dopo gli emendamenti al milleproroghe bocciati dal PD al senato, abbiamo depositato questa nuova proposta di legge che permetterebbe di intervenire in provincia di Brescia come per la Terra dei fuochi.
La nostra attività nel corso di questi anni a fianco dai comitati ambientalisti raccoglie le richieste dei comitati di cittadini che sono scesi in piazza per chiedere #BastaVeleni.

Vediamo un po’ di numeri:
60 Milioni di metri cubi stoccati all’interno di 172 discariche, tra legali e illegali; circa 6 volte di quello che oggi è stato trovato nella terra dei fuochi campana.

Parliamo di 5 Milioni di tonnellate di rifiuti speciali trattati nel solo 2014 (ultimo anno disponibile), di cui 1,9 Milioni sono stati sotterrati all’interno delle discariche bresciane.
In Lombardia vengono trattati un terzo dei rifiuti italiani e dal 2012 al 2014 il 70% dei rifiuti trattati in Lombardia è stato sotterrato proprio in provincia di Brescia ed il trend è in continuo aumento visto che in provincia di Brescia, nella Terra dei Veleni, continuano le richieste di autorizzazione di nuove discariche e nuovi impianti di trattamento.
L’indice di carico dei rifiuti interrati in provincia è di 10 volte la media nazionale, 400 tonnellate all’anno per chilometro quadrato contro le 40 nazionali.

La provincia di Brescia ha anche un’altra importante criticità: è il Sito di Interesse Nazionale Caffaro, 25.000 abitanti coinvolti per un sito industriale all’interno della città pesantemente contaminato da diossine e PCB, cancerogeni certi per l’uomo.

Il valore di diossine nel sangue dei bresciani meno esposti è addirittura 4 volte il massimo registrato per gli abitanti della terra dei fuochi mentre per gli abitanti maggiormente esposti, il valore sale a 10 volte.
Anche per questo lo Studio Sentieri decreta Brescia come una delle città più inquinate del Nord Italia.

Se per ora abbiamo parlato solo del fattore Suolo, l’acqua e l’aria non stanno certamente meglio.

Con questa proposta di legge noi chiediamo lo stop per almeno due anni di qualsiasi autorizzazione e qualsiasi realizzazione di impianti impattanti per l’ambiente; dopodiché, con articoli 2 e 3 prendiamo il modello usato per la Terra dei Fuochi e lo applichiamo a Brescia.

Il decreto Terra dei Fuochi agisce esclusivamente sui suoli AGRICOLI: mappatura, caratterizzazione e classificazione in base al livello di inquinamento e quindi classificazione in base all’uso agricolo consentito: nessun uso agricolo, solo particolari colture, per tutte le colture anche alimentazione animale/umana.

Con la pdl non ci limitiamo ai terreni agricoli ma lasciamo aperta la possibilità di indagine anche su suoli a destinazione non agricola e, altra grande differenza, la condizione necessaria per inserire un terreno nell’elenco dei terreni oggetto di indagine, non è più la presenza di una contaminazione derivante da una ATTIVITA’ ILLECITA (es: combustione non controllata di rifiuti) ma la presenza di contaminazioni a prescindere dal tipo di attività che le ha generate.

Al fine di aggiornare il quadro complessivo delle contaminazioni esistenti, è previsto l’aggiornamento dello studio Sentieri e dei registri delle malformazioni congenite e del registro dei tumori.

CREA, ISPRA, ISS e ARPA svolgono le indagini per la mappatura dei terreni inquinati e entro 60 gg producono una relazione con i risultati delle indagini svolte e delle metodologie usate nonché proposte sui possibili interventi di bonifica, sui tempi e sui costi.

Per le attività di indagine gli enti si avvalgono di tutte le forze disponibili: NOE, CFS, Comando Carabinieri politiche agricole e alimentari, Capitaneria di porto, Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti alimentari, Agenzia per le erogazioni in agricoltura, Agenzia per l’italia digitale, Istituto geografico militare, organismi scientifici ed enti di ricerca pubblici, strutture ed organismi della Regione Lombardia, Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate e Agenzia delle dogane.

Entro i 15 gg dalla presentazione della relazione il governo emana i decreti dove vengono individuati i terreni inquinati o contaminati. Tra quelli agricoli, definisce quali possono essere destinati a produzioni agroalimentari e quali a coltivazioni diverse. Con gli stessi decreti può essere vietata o limitata la produzione agroalimentare o nei casi più gravi qualunque attività.

Per le attività di bonifica vere e proprie la proposta di legge, così come per il decreto Terra dei Fuochi, istituisce una cabina di regia a livello centrale composta da tutti i ministeri interessati. Il Comitato interministeriale stabilisce le linee guida che la Commissione dovrà seguire. La Commissione è il braccio operativo ed è composto dai rappresentanti dei ministeri, della Regione Lombardia e dei “Consigli consultivi della comunità locale”.

Questi ultimi sono veri e propri organi collegiali composti da Cittadini, comitati e associazioni le cui deliberazioni vengono portate alla Commissione la quale deve motivare ogni decisione assunta in merito a tali deliberazioni.

La commissione entro 60 giorni adotta e coordina un programma straordinario e urgente di interventi di bonifica e recupero dei suoli contaminati precedentemente individuati.

La commissione riferisce periodicamente al Comitato interministeriale il quale ogni 6 mesi predispone una relazione da trasmettere alle Camere.

Naturalmente la proposta è molto articolata; la potete leggere nel dettaglio e commentare a questo link https://rousseau.movimento5stelle.it/edit_entry.php?id=475&lex_id=0, suggerendo ogni possibile intervento migliorativo.

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