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Proposta di legge “Regime di cassa per SRL minori”

Il 7 aprile ho depositato la proposta di legge che dà la possibilità alle imprese minori di pagare le imposte dirette (IRES e IRAP) nell’anno in cui la fattura viene effettivamente incassata eliminando così il problema dell’anticipo delle tasse.

Dopo la pubblicazione del testo nella sezione LEX della piattaforma Rousseau https://rousseau.movimento5stelle.it/edit_entry.php?id=410&lex_id=0 abbiamo raccolto i numerosi contributi e le osservazioni pervenute apportando le dovute migliorie al testo. Ringrazio tutti gli iscritti per il loro contributo.

Molte osservazioni fanno notare come l’oggetto della proposta di legge sia in realtà già stato fatto dal Governo nell’ultima Legge di Bilancio.
Ebbene, è vero solo in parte. La legge di Bilancio introduce la possibilità dell’adesione al Regime di Cassa solo per quelle aziende che oggi possono operare in regime di contabilità semplificata. Siccome solo le società di persone e le partita iva sono in tale regime di contabilità, solo a loro è concessa la facoltà di passare per Cassa e non più per Competenza. Con la proposta di legge si vuole estendere anche alle cosiddette Srl minori questa facoltà, ovvero alle società di capitali sotto un determinato livello di fatturato.

Per uniformare la presente proposta di legge si provvederà ad includere le Srl minori tra i soggetti che possono optare per il regime di contabilità semplificata.

Un’altra osservazione invece ha posto un dubbio in merito al contrasto tra la natura civilistica del bilancio e la natura fiscale del regime di contabilità semplificata. L’osservazione pone la questione che il regime di contabilità ordinaria non è un obbligo di natura tributaria ma è un obbligo che nasce dal codice civile, che consegue dall’obbligo di depositare il bilancio presso il Registro delle Imprese, a tutela dei terzi e dei creditori che fanno affari con la società e che devono sapere con chi hanno a che fare, proprio perché i soci delle s.r.l. hanno la responsabilità per le obbligazioni sociali limitata al patrimonio conferito. Questo dubbio lo abbiamo posto a suo tempo all’Ufficio Studi della Camera che ha dato esito positivo. In sostanza, la contabilità semplificata sarà applicata solo ai fini tributari. Il bilancio civilistico resta chiaramente un obbligo per evidenti ragioni (tutela dei soci, dei creditori, ecc.) ed inoltre previsto da norme comunitarie.

L’estensione del regime di contabilità semplificata consentirà di estendere anche alle Srl minori l’emissione delle fatture proforma prima di ricevere il pagamento esattamente come avviene per un libero professionista. Allo stato attuale questa facoltà è stata estesa solo alle ditte individuali e società di persone.
Giustamente molte osservazioni hanno fatto notare che questa pdl non va a risolvere alla fonte il problema del ritardo dei pagamenti e infatti non è lo scopo di questa proposta. Questo disegno di legge vuole dare respiro a tutte quelle attività imprenditoriali che si trovano a dover pagare tasse su un ricavo generato da una prestazione eseguita ma non ancora pagate tempestivamente. Tasse reali per un ricavo futuro. Per incentivare il tempestivo pagamento delle fatture si dovrà procedere con altre iniziative legislative ad hoc a cui stiamo lavorando sulla base delle proposte già avanzate dal M5S in questi anni.

Sempre in tema di contrasto al ritardo dei pagamenti un utente propone la creazione di un registro pubblico per il rating dei pagamenti. In altre parole un registro dove è possibile vedere la velocità con cui ciascuna impresa cliente adempie ai propri obblighi nei confronti dei propri fornitori. Una proposta interessante ma che potrebbe avere ripercussioni negative, basti pensare ad una situazione momentanea di difficoltà dell’impresa, tale registro metterebbe in cattiva luce l’imprenditore, facendo fuggire i futuri fornitori e peggiorando la propria situazione. Da ragionare approfonditamente.

Altra osservazione che merita attenzione riguarda l’eventualità in cui l’impresa minore abbia fatto ricorso al sistema bancario per lo smobilizzo dei crediti relativi a quanto fatturato. Potrebbe questo creare un problema di mancato accesso al credito.
L’anticipo su fatture è una forma di credito da non confondere con la cessione delle fatture che è invece un factoring. Nel primo caso l’impresa, dopo aver emesso la fattura, ottiene dalla banca un certo credito, concesso nella fiducia che quella data fattura verrà pagata dal cliente. Pertanto l’impresa pagherà l’iva nei modi e nelle forme ordinarie. La proposta consente all’impresa, invece, di non emettere alcuna fattura (e quindi di non versare imposte) fintanto che essa non risulti pagata. La migliore soluzione sarebbe quella di far accettare alle banche la nota pro forma come documenti valido ai fini dell’anticipazione bancaria, ma come ben sapete la nota proforma non ha valore legale.
Resterà comunque una facoltà dell’impresa minore, l’emissione della fattura.

Un’ulteriore osservazione su cui mi vorrei soffermare, pone l’accento sul ritardo dei pagamenti della Pubblica Amministrazione connesso al ritardo impiegato dagli enti preposti al rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva rilasciato da INPS/INAIL/CASSE EDILI). Per molte interrogazioni avanzate on line dalle PP.AA., molte sedi INPS forniscono riscontro con ritardo, nonostante gli ammodernamenti tecnologici (apertura di nuovi canali telematici) e il varo di nuove norme, che imporrebbero il rilascio del DURC entro pochi giorni.

Quel che non va in materia è la lentezza dell’adeguamento del DURC all’adempimento dei contribuenti, ad esempio se si ritarda nell’invio di una uniemens (nuovo sistema di inoltro delle denunce mensili relative ai lavoratori dipendenti) o se si paga in ritardo (con le relative sanzioni) i contributi, si deve attendere che i funzionari INPS istruiscano la pratica per vedersi rilasciato il semaforo verde. Nel frattempo le imprese perdono le commesse sia della PA che delle grandi imprese, a volte anche queste ultime esigono il DURC. Anche questo intervento necessita una proposta legislativa ad hoc.

Infondata la critica legata alla maggior probabilità di
evasione fiscale secondo cui il pagamento può essere fatto “in nero” e di conseguenza rinviare, senza ragione, il pagamento delle tasse.
Innanzitutto, coloro che pagano “in nero” e coloro che, simmetricamente, ricevono denaro “in nero” non si scambiano fatture nè fanno circuitare tali transazioni all’interno della contabilità, sia essa per cassa che per competenza. Quindi non ha alcun senso mettere in connessione i diversi regimi contabili con l’evasione fiscale.
Non riteniamo inoltre giusto il principio per cui un soggetto deve pagare le tasse su denari che non ha mai percepito. E nemmeno che possa dedurre spese che non ha mai pagato.
Il motivo per cui esiste il principio di competenza che consente simili operazioni ha a che vedere storicamente con le esigenze delle grandi corporation che fanno grossi investimenti in un singolo esercizio e spalmano tali costi anche in quelli successivi. Ciò consente loro di non andare in perdita negli anni in cui investono (cosa che preoccuperebbe non poco banche ed azionisti), ma anche di spostare le spese deducibili negli esercizi in cui guadagnano molto. Va bene per loro ma si lasci la libertà agli altri operatori di optare per il regime di cassa se non hanno una struttura come quella delle multinazionali.

qui il testo della legge:
http://www.camera.it/leg17/126?tab=2&leg=17&idDocumento=4416&sede=&tipo=

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