Home » Brescia » Qualcosa non torna dei numeri dell’agenzia TPL di Brescia
Agenzia Trasporto Locale Brescia

Qualcosa non torna dei numeri dell’agenzia TPL di Brescia

Premesso che nessuno contesta l’ottimo lavoro che l’agenzia compie quotidianamente per erogare un servizio efficiente e al minor costo possibile per l’utenza, però… c’è un però.

Ieri in occasione dell’incontro in Broletto con l’Agenzia è stato criticato l’approccio apparentemente “anti-Trasporto Pubblico” del Governo sottolineando che per la prima volta dopo anni si assiste ad un calo del fondo nazionale per il Trasporto Pubblico Locale.
Secondo l’agenzia si passa da 4,9 MLD a 4,6 MLD. FALSO.

Il fondo è sempre lo stesso stabilito con la legge di bilancio del 2016 (per l’anno 2017) che prevede per gli anni 2018, 2019 e 2020 poco meno di 4,9 MLD.

Si contesta che di quei 4,9 MLD, 300 milioni siamo stati posti a “clausola di salvaguardia” ovvero a garanzia per il finanziamento delle misure contenute nella prima manovra di questo governo. Sono in sostanza 300 MLN che sono sempre nel Fondo TPL ma congelati fino a luglio, data in cui dovrebbe esserci la verifica per far scattare o meno le clausole di salvaguardia.

Il governo sta lavorando per trovare altri fondi che possano sostituire questi 300 MLN in modo tale che possano essere disponibili subito ed evitare ritardi nell’erogazione nonché ulteriori e inutili polemiche.

Precisiamo che il Fondo Nazionale viene erogato in due tranche: 80% a inizio anno e 20% a fine anno. Con il decreto del Ministro Toninelli di inizio febbraio viene sbloccato l’80% del Fondo inclusi i 300 MLN incriminati.

Le difficoltà, ora superate, sono probabilmente dovute (farò i dovuti approfondimenti) al fatto che i 300 MLN di clausole siano stati iscritti nella voce di capitolo dell’anticipo e non nel saldo. Questo ha generato quasi sicuramente un rallentamento nell’erogazione dei fondi e comunque NON un blocco.

Quindi dire che oggi il TPL soffre per via del blocco/riduzione del fondo nazionale è in definitiva FALSO.

E’ inoltre stato ribadito che pochi giorni fa l’80% del fondo nazionale, che per la Lombardia vale 677 MLN, sono stati resi disponibili e quindi liquidabili alle Agenzie provinciali.

Quello che non torna, stando a quanto dichiarato ieri dall’Agenzia, è che nel 2018 l’ammanco era di circa 2,2 MLN poi ridotto a 500.000 euro grazie all’intervento di Regione, Provincia e Comune. Mentre per il 2019 l’ammanco varia tra i 5,5 e i 7,5 MLN, ma quando ho chiesto se l’anticipo dell’80% del fondo nazionale fosse stato erogato mi è stato risposto che la quota spettante a Brescia (5,5 MLN) è stata usata per coprire l’ammanco dell’anno precedente! Ma come, se l’anno precedente il buco era di soli 500.000 euro!? e gli altri 4 milioni?

L’agenzia infatti sostiene che la carenza di fondi per Brescia (5,5 MLN) corrisponde esattamente alla quota ripartita su base provinciale della quota spettante alla Regione Lombardia di quei famosi 300 MLN! Facendo due conti, se alla Regione spetta il 17,36% dei 300 MLN, si ottiene circa 52 MLN. Di questi a Brescia spetta circa l’11% e si ottiene la cifra di 5,5 MLN.

La questione TPL non può essere affrontata senza ricordare che ogni anno sul bilancio dell’Agenzia pesano 17 MLN di euro di buco generato dalla Metro e che oltre ai fondi nazionali, la Regione ha erogato in due anni 9+6,5= 15,5 MLN di euro, il Comune di Brescia ne mette 8,5 e la Provincia 2.

Secondo l’Agenzia lo squilibrio strutturale di tutto il servizio per il 2020 si aggira tra i 12 e 13 MLN di euro, ma anche sbloccando i famosi 5,5 MLN si arriverebbe in ogni caso ad un saldo negativo di 6,5-7,5 MLN.

Venendo alle proposte, cercheremo di agire per ridefinire le ripartizioni sia provinciali che regionali ovvero affinché sia Regione Lombardia e che la Provincia di Brescia possano guadagnare almeno 3-4 punti percentuali rispetto all’attuale ripartizione, rispettivamente 17 e 11 percento. Senza di questo l’Agenzia sarà costretta ad un taglio ulteriore del 25% del servizio e questo è inaccettabile.

Lascia un Commento