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CDM delibera il TAV

Via libera del CDM al TAV

Domani il Consiglio dei Ministri darà il “via libera definitivo” (per altro mai bloccata) ad una grande opera che purtroppo non trova alcuna ragion d’essere.

La sostenibilità economica dell’opera è fortemente negativa: per riuscire ad avere un ritorno economico neutro si dovrebbe triplicare il flusso di convogli attualmente circolanti sulla linea esistente, previsione totalmente irrealistica, ben oltre la fantascienza: significa svuotare la A4 per riempire di freccia rossa la nuova tratta e di treni merci la tratta storica. Letteralmente impossibile. Nonostante questo l’opera s’ha da fare.

L’opera nasce 26 anni fa, subisce svariati stop e solo nel luglio 2017 il CIPE approva il progetto definitivo con la famosa delibera numero 42.
Il CIPE approva il progetto ma lo fa con ben 309 prescrizioni più una ventina di raccomandazioni.

Le prescrizioni non sono barzellette, sono mancanze che il progettista/general contractor è tenuto ad ottemperare pena la revoca della concessione.

Ora, nonostante la mia breve esperienza, non ricordo opere pubbliche approvate con 309 prescrizioni, correggetemi se sbaglio, quindi il Governo, a mio avviso, si sta lanciando in un doppio salto mortale: il primo è l’avvallo di un inutile sperpero di denaro pubblico; il secondo l’ok ad un progetto che sarà inevitabilmente oggetto di ricorsi e contenziosi davanti alla giustizia amministrativa perché materialmente impossibile riuscire ad ottemperare tutte e 309 le prescrizioni se non riscrivendo il progetto.

La domanda sorge spontanea: non sarebbe stato più conveniente rivedere il progetto eliminando alla fonte il rischio di contenzioso realizzando un’opera efficiente e al minor costo possibile?

Che serva un intervento sulla tratta Brescia Verona è fuori di dubbio, quello che è incomprensibile è, ad esempio, il volersi ostinare a realizzare 17 km di gallerie che andranno ad intercettare ed interrompere le falde che alimentano i comuni del mantovano tanto che questa preoccupazione è stata tradotta in alcune delle 309 prescrizioni: 15, 18 e 57.

Potrei riportare dozzine di esempi di prescrizioni che rendono il progetto sostanzialmente un “altro” progetto e a forte rischio contenzioso ma non voglio togliervi il divertimento: da pagina 11 del pdf allegato sono elencate tutte le prescrizioni, buona lettura.

Una via d’uscita esiste ed è ancora percorribile nonostante l’imminente “Sblocca Cantieri” perché di fronte all’opportunità di ottenere lo stesso risultato, ovvero migliorare e potenziare il traffico su rotaia, ma spendendo un decimo delle risorse necessarie, perché continuare a ostinarsi a sostenere un’opera che nasce già zoppa?

Apertura a discutere su tutto e con chiunque, ma se dall’altra parte le porte sono chiuse, beh poi non lamentatevi se un opera con 309 opportunità di ricorso inciampa di fronte alla prima prescrizione non ottemperata.

Com’è che si dice? Uomo avvisato…

http://ricerca-delibere.programmazioneeconomica.gov.it/media/docs/2017/E170042.pdf

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